Visualizzazione post con etichetta "kilometrizero". Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta "kilometrizero". Mostra tutti i post

domenica 29 settembre 2013

#chièsenzapudoresiscattilaprimafoto

Borgo JoinTheGap@PapayaBeachClub.
Festa addio al celibato nubilato di un'amica di Lucifero.
Dress code: qualcosa in testa.
Avrò esagerato?

sabato 27 marzo 2010

Plebiscito

Oggi, domani e dopo sarò al seggio per garantire che il nostro Caro Leader e Presidente Eterno venga democraticamente eletto per la quarta volta di fila. Ci sentiamo martedì. Siate gentili con gli scrutatori.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:22,480 km
Tempo:1 42' 00''
Velocità media:13,22 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.568,526
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.191,866

domenica 21 marzo 2010

Stramilano 2010

Prologo

Piove. È il primo giorno di primavera e piove. Non una pioggia forte ma una pioggerellina fastidiosa, sottile sottile, che lascia i vestiti bagnati e l'asfalto viscido. Piove e il favorito si chiama Mosè: nel nome un destino. Piove, è il primo giorno di primavera e tanto tempo fa era anche il mio onomastico. Alla radio c'è Roberto che scala montagne e percorre chilometri con una gamba soltanto. Dalla finestra arriva un rumore strano, antico, inatteso. Una colonna di fumo nero si leva dalla stazione. Poi un'enorme nuvola bianca riempie il cielo mescolandosi al fischio di un treno a vapore. Esco, pedalo, mi bagno, incontro Monica, ilGrigio, QuelloFigo e un altro paio di volti familiari. Un colpo di cannone e la corsa comincia. Mi fa male un piede e canto insieme a Fiorella Mannoia. Come i treni a vapore, di stazione in stazione, e di porta in porta, e di pioggia in pioggia, di dolore in dolore, il dolore passerà*.

Epilogo

Piove. Appuntamento sotto il pino. Stanchi, sporchi e sudati. Le gambe e le scarpe coperte di un fango lattiginoso. Tutti a ridere e ciascuno a raccontare la propria gara. Sembra che nessuno abbia fatto la stessa corsa degli altri. Ci si cambia in fretta, così, all'aperto: levare tutto, una passata con l'asciugamano e via dentro ai vestiti puliti e asciutti. Poi ci si mette in fila per il Pasta Party, una via di mezzo tra il terzo tempo e l'Oktoberfest del corridore. Una gigantesca tenda della Protezione Civile, lunghe tavolate, centinaia e centinaia di podisti che divorano pasta scotta, sbranano panini col salame, ingoiano parmigiano a tocchi e trangugiano mele rigorosamente lumbard. Se c'è un motivo per correre la Stramilano è proprio questo, la festa, l'atmosfera del dopo, il cameratismo tra perfetti sconosciuti, le voci stanche ma allegre, i volti esausti, i sorrisi, le storie. Come quella di Gianni che oggi è uscito di casa dicendo "La faccio con calma, resto sopra l'ora e mezza, così mi risparmio per la CityMarathon". Gianni ha chiuso poco sotto 1 e 34: è un tempo stratosferico e gli manca un braccio. Se pensate che ci vogliano solo le gambe per correre allora non avete capito niente.

Nel mezzo

Piove. Corro. Scelgo un ragazzo carino e decido che sarà la mia lepre. Al decimo chilometro rallenta e me lo lascio alle spalle. Continua a piovere. Continuo a correre. Scelgo un altro ragazzo. È molto meno carino e mi porterà fino al traguardo. I milanesi sono rimasti a casa, non c'è molta gente per strada ma è bello riconoscere Fabrizio di Podisti da Marte che scatta le foto e ha ancora la forza di tifare dopo essersi fatto l'Eco-Trail a Parigi solo qualche ora prima. Complimenti a quel gran figo che si era fatto l'hair carving con le circonvoluzioni del cervello. Un applauso ai due pazzi che hanno corso la mezza in un tempo sconcertante dopo aver scortato Formigoni nella dieci chilometri. Se qualcuno conosce una certa Erika, per favore, le dica che la prossima volta ce la può fare benissimo senza portarsi dietro il marito, amico, fidanzato, allenatore che l'ha incitata per tutto il tempo (e comunque, complimenti, Erika, ti ho perso un po' prima della fine ma sono sicuro che hai ottenuto un gran risultato).

E io?

Come al solito, sono partito troppo in fretta, al ritmo di 4 e 10 al chilometro. Ci ho messo un po' ma poi sono riuscito a controllarmi, soprattutto grazie al GPS del FraStellino. Ho chiuso in 1:31:14 (2 e 31 meglio dello scorso anno, 1 e 47 meglio che a Monza). È il mio nuovo record personale.

Martedì si ricomincia. La maratona è dietro l'angolo.
Due parole per gli organizzatori. Ancora una volta la gabbia è stata gestita malissimo e siamo partiti in maniera del tutto casuale, è così difficile controllare i numeri sui pettorali? Non è certo colpa vostra se le strade di Milano sono piene di buche e i lastroni tra le rotaie sono tutti sconessi, ma quando passa il Giro d'Italia queste cose vanno magicamente a posto, non sarebbe ora di parlarne con Letizia?

Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:21,097 km
Tempo:1 31' 14''
Velocità media:13,87 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.561,254
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.169,158

sabato 20 marzo 2010

La cena dei raghi

Eravamo tutti un po' più giovani e la cena dei raghi era il nostro piccolo rito. Succedeva una volta al mese. Solo noi quattro intorno a un tavolo: parole in libertà, qualche vanteria, risate, battute grossolane, confidenze e l'occasionale prova di gallismo. Assoluto divieto di portare ragazze, fidanzate o simili [o simili era un modo simpatico per lasciare a casa XXX nonostante la sua evidente qualità di rago]. Poi sono arrivati gli impegni, le famiglie, i casi della vita e non se n'è più fatto nulla. Almeno fino a ieri sera. Ale era uno sciupafemmine incallito, aveva sempre cinquemila progetti per le mani, dormiva poche ore per notte e conosceva tutti i locali tra qui e Bari Vecchia. Una sera, per strada, dopo che avevamo visto Le fate ignoranti ha detto "Sai, it, credo proprio di essere un po' omofobo". Io l'ho guardato e ho risposto "Sai, Ale, credo proprio di essere un po' gay". Adesso è due volte papà, vive fuori città, aiuta il parroco, parla del mondo come dovrebbe essere e dice un sacco di cose di buon senso che mi lasciano senza parole. È ancora parecchio omofobo [nel senso che se un uomo gli si avvicina con idee vagamente romantiche si spaventa di brutto] ma si arrabbia con chi sostiene che i gay non dovrebbero sposarsi. Lu tifava per il Milan, aveva un sorriso mite e appoggiava Fini e la svolta di Fiuggi. Adesso tifa soprattutto per la sua bambina, venera Silvio come il più grande statista di sempre e rimprovera a Gianfranco ogni sorta di tradimento e malefatta. Lo salvano la passione per il cioccolato e quella per il buon cibo. Lo era dolce, timido e riflessivo. Adesso nuota tutti i giorni in mezzo agli squali, mette le parole in bocca agli amministratori delegati del FTSE-Mib, ha più capelli grigi di prima ma è ancora bello come quando me ne sono innamorato il primo giorno che l'ho visto a lezione di matematica. Non ci sono santi: il prossimo mese si replica.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:5,550 km
Tempo:27' 00''
Velocità media:12,22 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.540,157
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.173,171

sabato 13 marzo 2010

Rompete le coppie

Sono anni che lo ripeto. Bisogna spezzare le coppie. Facciamo finta che abbiate un tavolo abbastanza comodo, un fidanzato o una fidanzata e quattro amici e i relativi reciproci ospiti a cena. Evidentemente si tratta di un'ipotesi accademica perché la mia scatola è sprovvista di un tavolo degno di questo nome, dieci persone non saprei dove metterle e la cucina è così ben equipaggiata che, a stento, potrebbe soddisfare il palato dell'utente medio di McDonald's. Che succede? Se non siete abbastanza rapidi nel distribuire i posti, i componenti delle varie coppie si accomoderanno uno accanto all'altro. E le coppie che già si conoscono cercheranno di stare vicine, occupando un capo del tavolo, di solito quello più lontano da voi. Risultato: molte ore più tardi, mentre sarete intenti a rigovernare casa, srotolando chilometri di domopack intorno agli avanzi del vitello tonnato e lanciando i piatti dentro la lavastoviglie con la precisione di un cecchino a Sarajevo, vi accorgete di aver passato tutta la serata parlando con l'individuo che adesso giace riverso in poltrona russando come un cinghiale, lo stesso individuo che vedete più o meno ogni sera, e vi chiederete: ma perché ho fatto tutta questa fatica? Già: perché le coppie, il più delle volte, nelle occasioni pubbliche smettono di comportarsi come individui dotati di una coscienza autonoma ed iniziano a ballare un allegro minuetto di frasi in codice che capiscono solo loro, si scambiano carinerie collaudate e affrontano sempre gli stessi argomenti possibilmente con gli stessi interlocutori (esistono poi delle variazioni sul tema: i miei genitori, ad esempio, sono quasi quarant'anni che portano in scena uno spettacolo pirotecnico fatto di reciproci insulti e disprezzo per il prossimo che la prima volta può anche divertire ma la seconda sa tanto di cliché). Se invece avete l'accortezza di intervenire per tempo, magari con dei segnaposto vergati a mano come Bree Van de Kamp (oppure, come facevo io, ai bei tempi, con dei bicchieri di diversi colori per cui a ogni coppia corrisponde un colore, e i bicchieri uguali sono sempre ad almeno tre coperti di distanza l'uno dall'altro), otterrete una piacevole disintegrazione dei legami, delle abitudini e delle alleanze. I due capi del tavolo non sembreranno capannelli di carbonari sediziosi. E magari la conversazione prenderà direzioni inaspettate, col cinghiale costretto a grugnire di artisti concettuali insieme alla rossa perennemente a dieta e il marito della vostra migliore amica che vi racconta un episodio capace di rendervelo finalmente gradevole dopo averlo detestato per un decennio o poco più. Questo è quello che mi è venuto in mente l'altra sera, dopo aver visto Alice nel Paese delle Meraviglie. Perché Johnny Depp e Tim Burton sono diventati una di quelle coppie che si mettono a tavola tenendosi per mano, guardandosi negli occhi, completando l'uno le frasi dell'altro, regalando agli astanti la migliore versione di sé: perfetti, innamorati e decisamente stucchevoli. E se non li avete mai incontrati prima vi sembrano propria la coppia ideale, ma dopo sette film insieme vorreste separarli e metterli ai lati opposti del tavolo per lasciarli interagire un po' con gli altri commensali e vedere cosa succede... Secondo me lo apprezzerebbero anche loro.
RUNNING DIARY Chiaravalle all'alba e immersa nella nebbia sembra una scena di Sleepy Hollow. I tempi di questa mattina fanno un po' schifo ma ho tutta la settimana per riposarmi prima della Stramilano.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:24,100 km
Tempo:1 57' 00''
Velocità media:12,36 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.560,823
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.211,668

sabato 6 marzo 2010

Il pranzo della domenica

Una domenica all'anno [semel in anno, come diceva il suo santo eponimo] ilFraStellino celebra la propria onnipotenza gastronomica con un pranzo luculliano. L'evento è riservato ai parenti più stretti che da città diverse convergono allegri e voraci intorno al desco del novello Trimalcione. Questa volta, il menù pantagruelico era ispirato alla Trinacria: panelle, arancini rossi, timballo di melanzane e carne, falsomagro alla siciliana, involtini alla palermitana, insalata, sorbetto al limone, macedonia di arance e cannoli con la ricotta. Il tutto preparato in casa da lui e dal sottoscritto, dal mezzogiorno del sabato all'alba della domenica, praticamente senza dormire, respirando olio bollente e salsa di pomodoro, cipolle e provolone piccante, manzo, vitello, uova e maiale, citando i nostri cuochi preferiti e facendoci l'uno i fatti dell'altro. Perché il vero ingrediente del pranzo della domenica sono le chiacchiere e le risate del giorno prima, gli assaggi, gli errori, le corse a comprare l'ingrediente dell''ultimo minuto, i commenti di Super, le sfuriate di Fosca, l'incursione di Lucifero, i consigli non richiesti di nostra madre, il continuo strigliare piatti, pentole e tegami, l'aria calda della cucina e l'unto che ti impregna i vestiti.
Grazie a Per e Spa per la videoricetta degli arancini.
La qualità delle foto non è eccelsa ma eravamo un troppo impegnati a mangiare per preoccuparci delle luci.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:36,970 km
Tempo:2 56' 00''
Velocità media:12,60 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.589,668
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.218,781

sabato 27 febbraio 2010

Settimana scorsa (Carnevale)

Nella mia testa di maschio mediamente idiota le donne sono quelle cose perfette che la mattina si svegliano al ritmo di KT Tunstall, scivolano dentro un paio di autoreggenti, si passano il mascara sugli occhi e non fanno in tempo ad abbottonarsi la camicetta che sono già in strada a dondolare sui loro tacchi a spillo. Un po' come faccio io che dal risveglio all'uscita posso impiegare anche meno di dieci minuti, colazione ed allacciatura delle scarpe comprese (ed è noto che per allacciare le scarpe mi ci vuole una vita). Quindi mai avrei pensato che per trasformare sei ragazzotti mediamente gay in altrettante fanciulle dall'aria equivoca si dovesse lavorare ininterrottamente dalle tre del pomeriggio fino alle otto di sera. Ma alla fine ci siamo riusciti e la preparazione è stata la parte più divertente della serata.
Un applauso a Paolo che ha saputo fare l’impossibile: cancellarmi le sopracciglia con la plastilina, stuccarmi la pelle, ridisegnarmi le labbra e -soprattutto- applicarmi eyeliner e ciglia finte.
Un consiglio: mai andare in giro su 11 centimetri di tacco se la mattina avete corso fino a farvi sanguinare i piedi...
Manco Wanda Osiris ha dovuto fare su e giù da una scala così tante volte...
Qui mi hanno detto che sembro Felicia in Priscilla.
L'unica rossa in un mare di bionde...
Una tranquilla serata tra amiche, insomma, e mi fermo qui perchè mi è stato vietato di pubblicare immagini più compromettenti.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:35,390 km
Tempo:2 51' 00''
Velocità media:12,42 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.597,461
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.218,886

domenica 14 febbraio 2010

Bilanci

750 grammi di burro
un chilo e mezzo di biscotti
870 uova
440 crostatine al cioccolato
96 litri di latte
24 chili di cereali
un chilo di pane
10 chili di crackers
un chilo di zucchero
2 chili di sale
13 chili di pasta
11 chili di sugo
2 chili di riso
16 chili di petto di pollo
5 chili di coppa (la carne, non l'affettato)
13 chili di lattuga
23 chili di frutta e verdura assortita
9 scatole di tonno
6 tazze di cioccolata
4 pizze
3 panini con la milza
2 chili di gelato
un paio di cene fuori, ma veramente poche

Fin da quando ero piccolo mia madre mi ha insegnato che bisogna fare sempre i conti. Ricordo che ogni sera si metteva sul divano, con le gambe piegate all'amazzone, la sigaretta in bocca, il posacenere poggiato sul bracciolo, la bic nera in mano e una grossa agenda su cui segnava ogni acquisto o spesa della giornata. La pasta, la carne, la frutta, la verdura, i libri e i quaderni per me e i miei fratelli, lo stipendio della babysitter, i caffè che aveva bevuto nella pausa pranzo, i vestiti che non erano quasi mai per lei, i biglietti dell'autobus, l'affitto, le bollette e tutto il resto... Tutto aveva un suo posto, uno spazio preciso, una colonna dedicata. E poi lei tirava le somme: per giorno, settimana, mese, capitolo di spesa. Tirava le somme ed era il suo modo per avere tutto sotto controllo. Non solo i conti di casa ma anche la vita, il futuro suo e dei suoi figli, i sogni avverati e quelli ancora da realizzare. Così il bilancio familiare diventava un strumento per non perdere la memoria del passato e per tracciare la rotta verso ciò che desiderava. Io la guardavo e non capivo. Non capivo come quei numeri potessero raccontare la sua vita. E allora lei mi spiegava. Mi parlava del corso di inglese per me e il fraStellino, di come ci sarebbe servito una volta diventati grandi, delle lezioni di equitazione per mia sorella, dei risparmi depositati in banca, di quel caffè bevuto di corsa mentre si ammazzava di lavoro la notte, di quel regalo comprato tanti anni prima per una persona e un'occasione che altrimenti -senza quell'annotazione in agenda- avrebbe certamente dimenticato. Mi spiegava come là dentro ci fosse la sua vita, scritta in codice, e come le bastasse mettere in ordine quelle cifre per ricordare qualcosa. E poi mi spiegava che i soldi tendono a scappare di mano con una certa facilità per cui è bene tenerli sotto controllo e non vivere mai al di sopra delle proprie possibilità. Perché, in fondo, rinunciare a qualcosa è sempre meglio che avere un debito verso qualcuno.

Facciamo di tutto per non diventare come i nostri genitori. Cerchiamo di essere alternativi e di ampie vedute. Amiamo come ci pare. Non fumiamo. Evitiamo il caffè. Maciniamo chilometri su chilometri. Ci droghiamo con internet. Dormiamo per terra. Guardiamo i film solo in lingua originale. E poi? E poi finiamo per essere un po' come loro. Magari al posto dell'agenda c'è un foglio excel. E le somme preferiamo lasciarle al computer piuttosto che farle a mente.

Ogni giorno faccio i conti. O magari non proprio ogni giorno, ma ogni due o tre. Comunque li faccio. Quelli di sopra sono il riassunto dei primi sei mesi di vita in questa scatola. A voi non diranno granché ma io ci vedo tutte le cose che mi sono successe, proprio come diceva mia madre. Ci vedo le gioie, i dolori, le persone, gli incontri, i sogni, le frustrazioni, le notti insonni, l'alba di una mattina di agosto, le confidenze con i miei fratelli, le nanne con Lucifero, la voce di XXX dopo tanto tempo, il bisogno di stare da solo e il piacere di vedere gli altri. Sono sei mesi che vivo qua dentro. Il bilancio è sotto controllo, non credo di avere debiti e peso un chilo in meno rispetto a quando sono arrivato.
RUNNING DIARY Chi vuole si può divertire con le animazioni del mio gps (sono cose...). Se riesco, metto giù due righe sul tracciato.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:32,100 km
Tempo:2 50' 00''
Velocità media:11,33 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.611,467
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.224,133

giovedì 4 febbraio 2010

lunedì 1 febbraio 2010

Accade adesso


La mia vita si misura in chilometri. 6.251 sono quelli corsi da solo. Da 458 c'è un matto che prova a inseguirmi, a prendermi, a stringermi, a ridere delle mie battute, ad ascoltare le mie storie e a non lasciarsi spaventare delle mie stranezze. 65 chilometri fa ho ricevuto questa lettera:
Ciao IT. Mi piacerebbe vederti. Possibile?
XXX
Accade adesso. Sono arrivato in questo bar da dieci minuti. In leggero anticipo, come al solito, perché odio farmi aspettare. Il locale è carino, tranquillo, con un lungo bancone curvo e i tavolini di marmo e ferro battuto. Spero che dopo avermi visto vorrai dire qualcosa altrimenti la situazione diventerà imbarazzante.

Sono quasi settemila chilometri che non ci incontriamo. Evidentemente non meritavo più di starti accanto. Non so cosa ti abbia fatto cambiare idea, e nemmeno se tu l'abbia cambiata, ma sono venuto ugualmente. Perché te l'avevo promesso. E perché io sono fatto così...
Per la cronaca. Ho già i biglietti per il concerto di Alex Britti. Lucifero sa dove mi trovo e con chi. I commenti sono aperti ma non è detto che partecipi alla discussione. Mi sa che ordinerò una cioccolata calda.
AGGIORNAMENTO Così, a spanne, direi diciotto, forse diciannove: i chilometri di parole che abbiamo messo in fila ieri notte fra una cioccolata calda, un panino piccante e la colonnina di mercurio che andava sempre più giù. Sono felice che ti siano bastati tre anni per realizzare che ero sincero nel dirti quella cosa che sai. E sono felice di essere rimasto fedele alle mie promesse. Ci sono cose che non ho capito, e si tratta di cose enormi, non di semplici dettagli. Magari un giorno riuscirai a dirle in maniera più chiara (e ad averle chiare in testa anche tu). Esco con Lucifero e parlo di te; esco con te e parlo di Lucifero: forse c'è della giustizia poetica in tutto questo. Hai deciso di compiere il primo passo. Adesso devi decidere se fare anche il secondo, il terzo e tutti gli altri. Dipende solo da te. Sai dove trovarmi.

sabato 30 gennaio 2010

Tacco dodici

Queste sono le 'Ghillie' di Vivienne Westwood da cui Naomi Campbell rovinò a terra durante l'ormai celebre sfilata Anglomania per l'autunno/inverso del 1993. Tra qualche settimana mi devo strizzare in un lungo abito blu con parrucca rossa. Mi servono delle scarpe tacco dodici taglia 42 e tutti i consigli che potete darmi per non franare dopo il primo passo. Chi mi aiuta?


twr261-05a - 30.740 (153 min)

sabato 23 gennaio 2010

It's a small (gay) world

Forse non tutti sanno che (ho sempre sognato di iniziare un post dicendo forse non tutti sanno che) a Disneyland c'è una giostra chiamata It's a small world dove 400 milioni di bambole grandi come Oompa Loompa cantano e ballano la stessa canzone 24 ore su 24 in mille mila lingue diverse mentre una specie di love boat in miniatura trasporta i visitatori da un continente all'altro e infatti le bambole indossano vari costumi tradizionali e hanno la pelle di vari colori e sono circondate da case, foreste, città, montagne e deserti e il tutto vorrebbe significare che possiamo sembrare diversi ma in realtà siamo tutti uguali (cantiamo la stessa canzone) e che se smettessimo di concentrarci su ciò che ci separa invece che su ciò che ci unisce allora anche le distanze si accorcerebbero e il mondo sarebbe davvero piccolo piccolo (pausa, respiro, punto e a capo).

Questo non c'entra niente con la cosa di cui volevo parlarvi ma mi piaceva dirlo, un po' come mi piaceva dirvi che un giorno la mia compagna del liceo C ha conosciuto tramite internet il mio compagno del ginnasio E e nessuno dei due aveva mai incontrato l'altro né sapeva di avere un amico in comune per cui quando parecchi mesi più tardi lei mi ha raccontato di essersi fidanzata con lui siamo scoppiati a ridere e abbiamo ripetuto per un pezzo che il mondo è proprio piccino piccino.

Ma nemmeno questo è l'oggetto del post ed è trascurabile anche il fatto che di recente sia stato definito un gay anomalo perché non mi preoccupo del mio aspetto, non mi vesto con stile, ballo come capita capita, non frequentanto locali, parchetti, battuage e isole greche ma al massimo i blog e qualche chat ogni tanto (ma alzi la mano chi non ha mai fatto un uso omoricreativo della rete e io vi indicherò un bugiardo o un represso o entrambi).

Comunque, e qui arriviamo all'oggetto del contendere, la notte di Capodanno sono stato a cena da un amico del Principe delle Tenebre e prima ancora di varcare la soglia potevo già descrivere il posto fin nei minimi particolari perché si dà il caso che io e il padrone di casa ci fossimo già frequentati per interposta webcam due anni fa o giù di lì. E tu dici, vabbè, capita, siamo una piccola comunità, in una piccola città e prima o poi è inevitabile che qualcuno conosca qualcun altro.

Ieri però Lucifero mi ha presentato un suo ex di passaggio in città, un ragazzo francese che per lavoro è stato a lungo in Brasile il quale mi guarda e dice "Ma lo sai che ci siamo già incontrati su (inserite il nome della chatroom di malaffare che più vi aggrada)?". Ora io questo proprio non me lo ricordavo però mi ha raccontato una serie di dettagli per cui è strasicuro che ci siamo parlati e di certo non era a una tavola rotonda sulla filologia romanza ma in un contesto un po' più rilassato e con la spiaggia di Ipanema sullo sfondo per cui mi chiedo e vi chiedo ma quante cavolo di possibilità ci sono che usciate con uno e nel frattempo abbiate chattato con tutti i suoi amici in giro per il pianeta? Forse una su diciotto miliardi? Come dice la canzoncina: It's a small (gay) world! E poi, scusate, ma certe cose capitano solo a me?!?


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:29,750 km
Tempo:2 25' 00''
Velocità media:12,31 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.612,824
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.236,552

sabato 16 gennaio 2010

Una scelta sobria e di classe

- Buongiorno, Mister Koala. Avrei bisogno di un paio di scarpe.
- Eccole qua: Nike Pegasus+ 26 Trail WR.
- Interessanti... Non è che per caso hai qualche altro modello?
- In che senso?
- Adesso sto correndo con le Esc...
- Le Esc non esistono più.
- Ma come?
- Le hanno prodotte per una stagione soltanto.
- Ma ormai mi ero abituato.
- Non importa. Ti abituerai anche alle Trail.
- Mmm...
- Mmm... cosa?
- Ho visto delle Mizuno bianche in vetrina.
- Lascia perdere. Hai il piede largo. Nelle Mizuno non c'entri nemmeno se t'aiuta la fatina di Cenerentola.
- E le New Balance ?
- Quelle le puoi provare... Avanti, dimmi, come te le senti?
- Sono un po' strette in punta.
- Te l'avevo detto.
- Se provassimo le Asics?
- Quelle hanno il gel e non ci sei abituato.
- Saucony? Adidas? Brooks?
- Ecco. Prova. Prova. Prova.
- Mmmm. Nì. Inzomma...
- It, quante volte te lo devo ripetere? Tu hai il piede da Nike. Possiamo provarne un milione, tanto poi prendi sempre le Pegasus.
- È vero, però...
- Però cosa?
- Il colore...
- In che senso?
- Sono argentate...
- Sono grigie.
- C'è un sacco di plastica arancione...
- Così ti vedono quando esci col buio.
- Hanno il logo lucido.
- Poi si sporca.
- La suola è color cemento...
- Perfette per correre in città.
- Ma tra qualche mese, quando non le userò più per correre, ci dovrò andare in giro tutti i giorni.
- E allora?
- Sono un po' appariscenti...
- Poche storie, it. Sono sobrie e di classe. Eccoti lo scontrino. Ci vediamo tra quattro mesi. Se ti comporti bene magari te ne faccio trovare un bel paio verde smeraldo con la suola rubino. E mi raccomando: cerca di non farti male alla maratona.
- Grazie, Mister Koala. Scusa se ti ho fatto perdere un'ora.
- Figurati, it. Qui siamo come alla neuro. I nostri clienti sono tutti fissati, maniaci, fuori di testa, incontentabili e rompiballe come te. Quelli normali non sanno distinguere un paio di zoccoli dalle espadrillas e fanno acquisti da Footlocker.

Carrie aveva Jimmy e Manolo. Io ho Mister Koala che da otto anni ascolta i miei deliri e seleziona le mie scarpe. Le WR sono fantastiche.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:30,100 km
Tempo:2 29' 00''
Velocità media:12,12 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.614,187
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.233,383

sabato 9 gennaio 2010

La nanna

- Questa notte vieni a fare la nanna da me?
Lui è il Principe delle Tenebre. Ha il sorriso diabolico, i capelli cortissimi, muscoli in abbondanza e un tatuaggio intricato che gli attraversa le spalle. La sua vita è fatta di certezze, di velocità e di esperienze che fai fatica anche solo ad immaginare. Lui è l'uomo nero, quello da cui tua madre ti metteva in guardia quando eri bambino. È venerdì mattina, siete davanti al suo ufficio, in pieno centro a Milano, e lui ha appena finito di baciarti sotto lo sguardo infastidito di qualche passante.

- Dai... Vieni a fare la nanna da me...
Il Principe delle Tenebre è un duro ma la notte si trasforma. La notte vuole essere abbracciato, vuole sentire il tuo corpo che avvolge il suo, vuole che gli stai addosso e lo tieni stretto finché non si addormenta. E poi gli piace svegliarsi tra le tue braccia e sentirsi dire che vuoi fare a cambio, che deve essere lui a stritolarti e a proteggerti dai brutti sogni.

-Allora... Facciamo la nanna insieme?
Già, Lucifero, sembra facile. Tu sei abituato a dormire su quel materasso. Non sei tu che devi rinunciare al tuo freddo marmo per infilarti in quel letto caldo e morbido. Non sei tu che passi ore e ore a lottare col cuscino. Non sei tu che resti sveglio a guardare come si addolcisce il tuo sorriso mentre dormi. Non sei tu che ti devi alzare prima dell'alba per l'allenamento del sabato mattina.

- Daaiii... Ti pregoooo... Nannaaaaa...
Sei matto. È troppo complicato. Mi dovrei portare un'infinità di cose. Sarei un pessimo ospite. È il fine settimana. Non è giusto che ti svegli presto per colpa mia.

- Non importa. Se voglio starti accanto ti devo accettare per come sei.
Così non vale. Così non posso dire di no. Così mi tocca venire da te. Così mi tocca invadere i tuoi spazi con la mia borsa strapiena e sai che questo non mi piace. Così mi tocca portare ogni cosa: calzamaglia, sweat, ventina, maglia tecnica, beanie, guanti, calze, scarpe, gps, bagnoschiuma, ciabatte, asciugamano, dentifricio, spazzolino, vestiti di ricambio... E pure il latte, i corn flakes e le crostatine al cioccolato perché non sia mai che tu debba comprarle per me altrimenti mi sentirei davvero di troppo... Così mi tocca tenerti stretto tutta la notte. E fissare il soffitto. E ascoltare il tuo respiro. E sentire il calore del tuo corpo. E perdermi nell'odore della tua pelle. Così mi tocca tirarti giù dal letto alle cinque e mezzo altrimenti non so come uscire e no, grazie, non mi puoi dare le chiavi del tuo castello e non mi puoi guardare in quel modo altrimenti mi imbarazzo e, per favore, tornatene a dormire... E mi tocca anche disegnare una mappa che non parte dalla mia scatola ai confini della banlieue. E attraversare la città seguendo un orientamento diverso. E ogni volta che svolto a destra o a sinistra devo pensare a come farò per tornare da te. Ma così non basta, vero? Alcune ore più tardi, quando busso di nuovo alla tua porta, tu sei là, ormai sveglio da un pezzo, e mi sorridi. E hai messo una stufa in bagno così non avrò freddo. E mi hai preparato un asciugamano caldo. E hai tirato fuori una bottiglia di bagnoschiuma. Il mio preferito. E sulla mensola sopra il lavandino hai disposto quattro diverse creme per il viso perché, col freddo che fa, la mia pelle avrà sicuramente subìto un'aggressione. E poi te ne torni in cucina, e prepari la tua centrifuga di arance, mele e carote, e mi aspetti per fare colazione insieme... Così non vale. È un po' troppo. Non ci sono abituato. La prossima volta ti dico di no.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:26,620 km
Tempo:2 13' 00''
Velocità media:12,01 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.620,155
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.224,520

venerdì 1 gennaio 2010

Buon Anno!

Questo è un messaggio automatico. Il titolare sta partecipando a una cena a base di pesce e karaoke dove perderà una volta per tutte anche l'ultimo scampolo di dignità. Sempre che non venga stroncato prima dal raffreddore.

Tanti auguri a tutti dal blog.

giovedì 17 dicembre 2009

Ricevo e pubblico

Lo spirito del Natale non alberga in questo blog ma l'ottimo Mauro ha pensato di porvi rimedio con questa foto che non riesco del tutto a decifrare. Non si vince niente, ma sbizzarritevi nelle spiegazioni. Lo spirito del Natale non alberga nemmeno nelle mie scarpe ma tra un attimo vado a correre con i Marziani vestito come un elfo peruviano strafatto di crack. Buona serata a tutti.
Fotoreperto #2: cos'è la ChrismasMadnezz?

Appena escono le foto ne pubblico una del Natale Marziano.

lunedì 7 dicembre 2009

Avvento

Il Natale di solito mi mette di buon umore. Non so perché. Sarà il freddo, la neve, la gente per strada, le candele alle finestre. Saranno i dolci e le canzoni. Oppure le vetrine addobbate e gli alberi illuminati. Saranno i rametti di vischio sotto cui baciarsi o quei vecchi film strappalacrime che mi fanno commuovere sempre. Quale che sia il motivo, difficilmente resisto al fascino della festa e del consumismo. Mi lascio travolgere dalla ricerca dei regali, dalla preparazione delle cene, dalle piccole cortesie, dalle visite ai parenti e dagli altri mille riti che caratterizzano questo periodo. Ma non quest'anno. Quest'anno proprio non ne ho voglia. Non riesco a sentire lo spirito del Natale e se domani mattina mi svegliassi scoprendo che siamo già arrivati all'Epifania sarei davvero contento.

Per cercare di rimettermi in sintonia col mondo, Super mi regalato un calendario dell'avvento. E non uno qualsiasi, ma uno fatto a mano da lei, con dentro tante sorprese e un sacco di cose buone. Ci sono tanti pacchettini numerati e devo aprirne uno al giorno. In quello di oggi c'era del cioccolato fondente, il mio preferito. Ecco, per me il Natale dovrebbe essere una cosa così: qualcuno che perde un po' del suo tempo cercando di ricordarsi cosa ti rende felice. Grazie, sorellina.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:17,740 km
Tempo:1 27' 00''
Velocità media:12,23 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.660,152
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.235,436

sabato 5 dicembre 2009

Nomen omen

Mi sono appena accorto che tutti i ragazzi con cui sono mai uscito avevano un nome che finiva per ano. La dimensione del campione non è statisticamente rilevante ma la tendenza pare significativa.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:24,670 km
Tempo:2 01' 00''
Velocità media:12,23 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.674,142
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.239,616

sabato 28 novembre 2009

Inglourious Basterds

Praticamente la sporca dozzina riveduta e corretta da un Sergio Leone assetato di sangue. Un capolavoro. Roba che appena finiti i titoli di coda vorresti rapire il regista, lo sceneggiatore e mezzo cast solo per costringerli a raccontarti i segreti di ogni scena. Cinque capitoli così assurdamente perfetti, patinati e diversi che ciascuno potrebbe essere un film a se stante. La partenza è western: i banditi a cavallo raggiungono una casa sperduta in mezzo alla prateria. Poco importa che siano nazisti in motocicletta e colline francesi: la sostanza non cambia. C'è un colonnello delle SS così gentile e spietato da farti venire i brividi anche quando beve un bicchiere di latte. C'è un manipolo di eroi votati al massacro. C'è un cecchino innamorato della ragazza sbagliata nel posto sbagliato nel momento sbagliato. C'è un piano per uccidere Hitler, anzi due. C'è un finale che non arriva mai, con infiniti colpi di scena, scoperte, uccisioni e tradimenti che quando si accendono le luci in sala ti aspetti debba succedere ancora qualcosa. Se non l'avete già visto (ormai è uscito da un po') andate a vederlo e ditemi se non ci scappa un Oscar per il Colonnello Landa di Christoph Waltz o il Winston Churchill di Rod Taylor (uno che riesce a riempire lo schermo con tre sole battute).

Visualizzazione ingradita della mappa
Distanza:
21,760 km
Tempo:
1 47' 00''
Velocità media:
12,20 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:1.687,070
km corsi negli ultimi 12 mesi:3.232,415

sabato 21 novembre 2009

Incontri ravvicinati del podista tipo

Una volta al mese i marziani invadono la città. Sono gialli, rossi e arancioni. Ce ne sono anche un paio verdini, come è naturale che siano, e pure qualcuno tutto nero che non è proprio canonico ma va bene lo stesso. Ovviamente ci sono marziani maschi e marziane femmine, perché su Marte la questione della pari opportunità ormai l'hanno risolta da un pezzo. Ci sono marziani vecchi, marziani giovani e pure marziani bambini che hanno occhi grandi e sorrisi sdentati. Marziani alti, marziani bassi, marziani larghi, marziani stretti, marziani belli, marziani brutti, marziani questo e marziani quello. In ogni caso, sempre e comunque marziani. Cosa fanno? Corrono, parlano, gridano, ridono e scherzano. Salutano i vigili e distribuiscono fiori ai passanti. Bloccano il traffico, posano con i turisti e pubblicizzano iniziative benefiche. Si infilano nei cortili, attraversano i palazzi e ogni tanto invadono anche le stazioni della metropolitana. Provano a fare proseliti e si concedono un'ora di puro divertimento. Cercano di conoscersi meglio e organizzano nuove invasioni. È Podisti da Marte, la critical mass di quelli che corrono. Questa mattina c'ero pure io, vestito come un evidenziatore e col pettorale da marziano. Tra un mese si replica. Ovviamente ci torno.

Qui foto e video.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
20,900 km
Tempo:
2 02' 00''
Velocità media:
10,28 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.695,915
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.241,404



© itboy_76