mercoledì 13 maggio 2015

Come Adso da Melk


Da bambini andavamo a sciare in Piemonte. Ogni volta ci passavamo davanti, con la macchina, in autostrada. Mio padre rallentava all'improvviso (il codice della strada non è mai stato il suo forte) e cominciava a indicarcela. La Sacra di San Michele, imponente e maestosa, arroccata lassù, dall'altro lato della Valle. Nella mia testa era un posto magico. Metà fortezza e metà cattedrale.


Durante le vacanze tra prima e seconda media ho letto il nome della rosa. I miei genitori pensavano fosse segno di un genio precoce. In realtà, ero solo un bambino curioso con pochi amici e la passione per le storie.

Il mio personaggio preferito era Adso da Melk, il giovane novizio. Ricordo ancora la descrizione dell'arrivo all'abbazia. Sembrava quando la Sacra compariva all'orizzonte e mio padre inchiodava sull'autostrada.

12.50. La Sacra è sopra la mia testa. 600 metri più in alto. Praticamente in verticale. Il tempo stringe. Ho una caviglia esplosa. Infiammazione o sintomo neurologico? Non si capisce mai. Nel dubbio, ingoio due compresse di cortisone e mi sparo qualche colpo di ghiaccio spray (già, oggigiorno, chi non va in giro ibernandosi le caviglie col ghiaccio spray?).

Nelle gambe ho già 30 chilometri e la salita al Castello di Rivoli. Ma alla Sacra no, non ci rinuncio. Il problema è che devo arrivare a Sant'Antonino entro le 18. È tassativo. Nella mia testa parte la colonna sonora di Mission Impossibile. Via, si va.

La chiamano l'antica mulattiera. Questi muli antichi dovevano essere giovani, forzuti e con gli occhi azzurri. È una salita che toglie il fiato, intervallata dalle stazioni di una via crucis, un Golgota ipertrofico affacciato sulla Val di Susa.

14:10. Sudato come un'antilope, arrivo in cima. Come Adso da Melk, sono senza parole. È proprio come l'ho sempre immaginata. Anzi di più. È ingegneria pura. Colonne, rinforzi, archi rampanti. Purtroppo c'è foschia altrimenti chissà fin dove potrei vedere.

15:20. Se la salita era stata faticosissima, la discesa è dolorosissima. Le dita dei piedi continuano a sbattere contro le punte delle scarpe e il rischio di scivolare sulle foglie bagnate è tangibile.

16:30. Di nuovo in Valle. 10 minuti di anticipo. Ci sono tre piccoli piromani in erba si divertono a bruciare fogli di carta al'inizio del bosco. Gambe in spalla. A me basta che non abbiamo dato fuoco alla montagna finché c'ero io.

17:30. Anche oggi ci siamo fatti i soliti 40 chilometri quotidiani. La signora che mi consegna la casa mi magnifica la cucina. Decido di fare la spesa e cucinare. Accendo il fuoco e scopro che mancano le pentole. Sono troppo stanco per protestare. Vado a cercare una pizzeria. Ci sarà una pizzeria in questo paese...





13 commenti:

  1. curiosità: pare che quei ripidi gradini possano essere percorsi solo da chi è libero dal peccato, altrimenti si ruzzola giù.
    (oggi non ho pasticcerie da consigliare, ma se passi dalle parti di giaveno dovresti trovare un forno storico dove compravano il pane i miei nonni)

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    1. Purtroppo no. Continuo verso Susa. Hai suggerimenti?

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    2. mi viene in mente solo il forte di exilles, proprio al fondo della val di susa, verso la francia. personalmente lo trovo molto bello ma di fatto è una costruzione militare (quindi non paragonabile a chiese barocche o ville monumentali), vicina per altro a un paesino di tipo 8 abitanti (rilevanza storica pari a zero). insomma, se ci passi bene, altrimenti bene lo stesso..però le poche volte che sono uscito da torino ho direttamente cambiato stato quindi non sono una fonte attendibile

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    3. Anche tu sei sveglio in orari strani!

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    4. mah, insonnia...quindi sei passato da exilles?

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    5. Sopra, accanto e sotto. Si dovrebbe vedere nelle foto di ieri.

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    6. ah già che tonto! cmq, buon proseguimento!

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  2. Che meraviglia! Però la foto in testa al post mi fa venire le vertigini e un po' di nausea...

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  3. Sarà per ovviare a quello sbattere di punta contro la scarpa che i frati hanno i sandali? Va bene voglio mettere alla prova le ginocchia di titanio e VOGLIO andarci, coi sandali e il ghiaccio spray anch'io, oggigiorno nessuno gira senza.

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    1. E se poi finisci come il terminator cattivo?!?

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    2. Naaaa, l'erba cattiva non muore mai.

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