sabato 14 novembre 2009

Possibilmente

Domani mattina maratona. 42.195 metri. L'importante è arrivare. Possibilmente vivi. Possibilmente sulle proprie gambe. Possibilmente senza farsi troppo male. Possibilmente senza buscarsi un malanno. Possibilmente senza vomitarsi anche l'anima. Possibilmente senza accasciarsi per terra in preda ai crampi allo stomaco. Possibilmente in meno di quattro ore. A tre ore e mezza si può festeggiare. Sotto le tre ore e un quarto ci si iscrive d’ufficio ai prossimi Gay Games.

Sono strafatto di pasta, crostatine, latte, corn flakes, fibre, pollo, kiwi, banane e marmellata. Le previsioni dicono pioggia, nebbia, nuvole e ancora pioggia. Ho mal di testa, il ginocchio destro che cigola, un bicipite femorale stirato ed entrambe le caviglie infiammate. Quindi, come diceva il signore in coda dietro me alla consegna dei pettorali, sto come deve stare un maratoneta prima della gara e non ho nulla di cui lamentarmi.

Ci sentiamo domani.

Possibilmente.


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Distanza:
6,060 km
Tempo:
27' 00''
Velocità media:
13,47 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.686,102
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.235,498

giovedì 12 novembre 2009

Tres novios

Disclaimer Il titolo non si riferisce alla nota troppia di Como.
Certe mattine, quando ci mancano gli argomenti di conversazione o non abbiamo niente di meglio da fare, Marcelo si diverte a prendermi in giro perché non ho un ragazzo, mi indica una serie di possibili candidati e ogni volta che provo a spiegargli la teoria del "meglio solo che male accompagnato" comincia a ripetermi che soy loco. Poi fa finta di aver avuto un'illuminazione, smette di parlare per un istante, mi guarda con quei suoi occhi argentini e si produce nella beffa finale "Tanto è inutile che ti cerco un ragazzo, hai già tre mariti".

I miei tres novios sono Lucifero, BelloComeIlSole, e ilPornoGelataio. Manco a dirlo, sono i ragazzi più carini del turno alba. Carini è riduttivo. Diciamo pure che sono dei gran fighi. Non mi ricordo come è nata questa storia del novio, né quali siano i requisiti necessari perché Marcelo possa unirci nel sacro vincolo del matrimonio. L'unico tratto comune sono i capelli tagliati cortissimi e il fatto, quasi inspiegabile, che tutti e tre mi rivolgono la parola (il fatto si potrebbe spiegare con la semplice cortesia, ma se avete avuto un'adolescenza da brutto anatroccolo anche certe cortesie finiscono per sembrarvi inaudite).

IlPornoGelataio ha la pelle ambrata, veste quasi sempre di bianco (da qui il nome) e quando ti dice ciao sembra un gatto che fa le fusa (detto così non suona proprio bene, ma vi assicuro che dal vivo è un'esperienza indimenticabile). Si allena leggendo l'Economist il lunedì e il Sole24Ore da martedì in poi. Non suda mai. Ha le dita lunghissime e il fisico asciutto.

Di BelloComeIlSole s'è già detto. Aggiungo solo che qualche settimana fa, quando ancora non faceva tanto freddo, è uscito mentre fuori infuriava il temporale. Non aveva né giacca, né ombrello. Dopo trenta secondi era zuppo, i calzoni gli si erano incollati addosso, la camicia era ormai trasparente e si attirava un'infinità di sguardi lascivi, i miei e quelli di Marcelo.

Lucifero si chiama Luciano. Ha il sorriso diabolico, la vita stretta, le spalle larghe, un enorme tribale e l'accento emiliano. Non tocca mai i pesi perché -beato lui- per tonificare ogni muscolo di quel corpo prodigioso gli basta un'ora sul cardio wave in compagnia del suo iPhone. Ogni tanto mette pure gli occhiali e, scusate, ma io ho sempre avuto un debole per quelli con l'aria da intellettuale.

La vita con i tre coniugi è semplice e meravigliosa. Troppo belli per rientrare nella categoria dei papabili fidanzati. Troppo carini per non scambiarci almeno una battuta ogni tanto. Troppo inarrivabili per costituire una seria minaccia.

Almeno fino a oggi. Già, perché dopo aver concluso la rifinitura, questa mattina entro nello spogliatoio e mi si para davanti Lucifero, nudo come mamma l'ha fatto. "k... ...resti ...era ...nd'este ci...iare un'izza?". E qui ve lo devo dire. Ho fatto il servizio civile all'ente sordomuti ed è stata un'esperienza bellissima. Però quando ci sono entrato sentivo alla perfezione mentre da quando ne sono uscito ho bisogno di leggere le labbra per capire cosa mi dicono. "Scusa, potresti ripetere?". "Dicevo, che ne diresti, una sera di queste, di andarci a mangiare una pizza?".

Cooooosa? Stai scherzando? Tu, uno dei tres novios, simbolo vivente della bellezza, concentrato di ormoni con gli occhiali, stai chiedendo a me di uscire? No aspetta, mi stai prendendo in giro. È una candid camera, vero? Bravi, bravi, complimenti. C'ero quasi cascato. Dove sono le telecamere?

Ma sei impazzito? Ti è andato di volta il cervello? Ti rendi conto che stai violando ogni regola scritta e non scritta del nostro rapporto? Non puoi averlo detto davvero. Adesso ti chiedo di ripeterlo. Accidenti, l'ho già fatto. Se te lo chiedo di nuovo poi magari pensi che ti sto prendendo in giro.

Pensa, Benedetto. Pensa. È solo una pizza. Lui è qui davanti a te col suo sorriso diabolico in mezzo alla faccia e una specie di idrante in mezzo alle gambe, roba che come minimo ti si sloga la mandibola e tu devi rispondere in fretta perché ormai il tempo è passato e non c'è più sabbia nella clessidra.


"Si può fare". Già, così, come Gene Wilder in Frankenstein Jr, ma con meno entusiasmo e un vagone di incredulità. E finalmente il mondo riprende a girare. L'ho detto. Non me lo posso rimangiare. "Però non questa settimana che domenica ho una maratona".

"Va bene, allora la prossima". "Volentieri. Grazie". L'autore del blog si gira, e con fare altero cammina verso le quinte, uscendo di scena. Il novio, sorride, lo guarda allontanarsi, raccoglie le sue cose e si dirige verso le docce. Musica in sottofondo. Rumore d'acqua che scorre. Le luci si abbassano. Sipario. Applausi.

Adesso non vi montate la testa. Sarà solo una pizza. Niente sesso col primo che passa altrimenti facevo prima a restare con XXX, che almeno lo conoscevo da quando avevo sedici anni, era il mio migliore amico e lo amavo più di me stesso. Comunque una pizza è già qualcosa, perché se me l'avesse chiesto sei mesi fa mi sarei subito chiuso a riccio e avrei tirato fuori una corazza che nemmeno un armadillo. E allora perché ho accettato? Perché, dico, quando mi ricapita di andare a mangiare una pizza con uno che nella vita fa il modello di intimo e se non lo fa ha sbagliato carriera?
Distanza:
12,893 km
Tempo:
1 00' 00''
Velocità media:
12,89 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.695,747
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.229,438

mercoledì 11 novembre 2009

Ka mate? Ka mate? Ka Ora! Ka Ora!

Il tamtam della palestra questa mattina annunciava: All Blacks a mezzogiorno in piscina. Al momento ho solo due certezze. La prima: l'improvvisa chiusura della zona oasi proprio a partire dall'ora di pranzo. La seconda: è mezzogiorno e sono davanti al computer. Se domani scopro che hanno ballato la Haka mezzi nudi nell'acqua mi taglio le vene.

sabato 7 novembre 2009

Orange Moka Frappuccino

Un chilo di farina: 72 centesimi (con Mastercard)
Dodici mesi di abbonamento a Sky: 499,56 euro (con Mastercard)
60 grammi di malto rarissimo: 16 centesimi (con Mastercard)

Guardare Zoolander col FraStellino dopo aver impastato focaccia e farinata: non ha prezzo.

Per tutto il resto c’è Mastercard. Io però ho una Visa. E di solito pago in contanti. Oppure col Bancomat.
Se vi serve una spiegazione del titolo vergognatevi e cliccate qui.


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Distanza:
21,300 km
Tempo:
1 42' 00''
Velocità media:
12,53 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.712,651
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.248,689

giovedì 5 novembre 2009

Ansia da prestazione

Chiedete pure in giro: non è che io sia proprio uno di quelli precisi e ordinati. Lascio che le pentole sporche si accumulino nel lavandino, metto i vestiti senza stirarli, mi faccio la barba ogni morte di papa e quando vado al supermercato dimentico di comprare almeno la metà delle cose di cui ho bisogno e mi tocca tornarci l'indomani. Certe volte però mi viene l'ansia da prestazione e mi incaponisco a voler fare le cose a regola d'arte, anche se poi magari non se ne accorge nessuno. Ad esempio: faccio una dacquoise al cioccolato che è la fine del mondo, ma non riesco a stendere la meringa sulla carta da forno se prima non ho usato il compasso per tracciare la circonferenza esatta che dovrà occupare. Oppure: poso le calze solo dopo averle appaiate e c'è da diventare matti perché le mie calze sono tutte uguali e l'unico modo per distinguerle è il test del carbonio 14 visto che alcune sono state in circolazione un po' più delle altre ma neanche poi così tanto. Adesso sono in fissa con i piatti della cucina di mia madre. Li ho attaccati quasi tutti. Me ne mancano solo due che dovrebbero stare in alto, vicino al soffitto, sopra due pensili e un mobile ad angolo. Ho provato con la scala di casa, mi son fatto prestare quella di FraStellino e ho persino rubato quella altissima del portiere. Niente: non ci arrivo. Ogni volta che vado dai miei, quell'angolo vuoto mi fa venire i nervi. No, ditemi, si può accettare una cosa così?

Distanza:
21,635 km
Tempo:
1 40' 00''
Velocità media:
12,98 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.706,796
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.241,381

martedì 3 novembre 2009

Una storia di famiglia

Quando mi faceva gli auguri per l'onomastico era solo perchè non brontolassi all'arrivo di un nuovo pulcinoelefante, vero?
Distanza:
21,593 km
Tempo:
1 40' 00''
Velocità media:
12,96 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.700,581
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.232,988



© itboy_76