lunedì 9 settembre 2013

Il mio piccolo miracolo

Mezzanotte. Al Seminario Menor scatta il coprifuoco. Mi arrampico su per tre piani di scale e lei e là, sul pianerottolo, che sorride, incredula, strizzata nel suo completo nero aderente.

Astrid, la ciclista olandese con cui l'anno scorso ci siamo inseguiti da Bercianos fino a Santiago, l'ultima persona che ho incontrato prima di salire sul pullman per l'aeroporto, è qui. Dorme nel letto 2023. Io sono al 2002.

Ci abbracciamo. Scoppiamo a ridere come due quindicenni che hanno appena incontrato gli Uàn Dairécscion. Ci abbracciamo ancora. Parliamo fitto fitto. Ci eravamo promessi un caffè. Domani mattina faremo colazione insieme e ci racconteremo cosa è successo nell'ultimo anno.

Miracoli del Cammino. E sì: resto ateo e miscredente, ma per questo posto, e per le cose che vi succedono, nutro ormai una venerazione pagana.

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Aggiornamento delle 00:28. La Valchiria del letto 2003 sta russando come un trattore. Se le metto il cuscino sulla faccia e pongo fine alle sofferenze di tutti i presenti si può considerare eutanasia? O forse dovremmo chiedere a Santiago che ci pensi lui?

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© itboy_76