lunedì 6 luglio 2015

domenica 5 luglio 2015

Stadio e Arena

Ieri sera lo Stadio. Questa sera l'Arena.

Arles. Di nuovo. Dopo tre settimane di follia, di pranzi, di cene e gelati, di teatro,  di concerti e musei, di Expo, chef stellati e acrobati, di Grexit e di altre cose.

Cominciavo a sentirmi come Ivana Trump negli anni 80, solo più stanco e con meno soldi.

Si torna dove eravamo rimasti, sotto un sole assassino, senza sapere niente, ma proprio niente, di quello che succederà da domani in avanti. Oggi, intanto, si canta come ieri notte.

Se qualcuno dovesse incontrare Tiziano, per favore, gli dica che gli si perdona tutto, anche la letterina uscita dal cassetto e il volo appeso al cavo, ma lo smoking rosso quello proprio no.

"Come un concerto in piena estate e il mondo che aspetta
come una luce che si accende… e il mondo mi guarda.
...
ho promesso all’universo che si parlerà di me per le strade
come un profeta e ciò in cui crede
alla ricerca di uno spazio, una piazza, un’arena
dove chi ama può gridarlo a voce piena"

Lione Saint Exupery

Perché ogni volta che finisco dentro un progetto di Calatrava mi viene in mente Gaudí?

giovedì 18 giugno 2015

mercoledì 10 giugno 2015

Improvvisamente Arles

Nella casa in cui sono cresciuto c'era una grande vasca da bagno, di quelle vecchie, rivestite in smalto. Da bambino mi piaceva lanciarci dentro biglie e automobiline. Era un gioco di abilità: il proiettile doveva scendere da una parete, attraversare il fondo, rimbalzare sulla parete opposta, ridiscendere, riattraversare il fondo, risalire e (possibilmente) fermarsi sul bordo (o volare sul pavimento). Ci voleva un misto di forza e precisione.


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