Visualizzazione post con etichetta [sono una creatura a pedali]. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta [sono una creatura a pedali]. Mostra tutti i post

lunedì 13 agosto 2012

Verona è una sala d'attesa (lunga 25 kilometri)


Questa mattina, di ritorno dalla Val di Fiemme. Treno Regionale Veloce 2253 delle 7 e 31 da Bolzano a Verona Porta Nuova.

"Lei sa che c'è il buco, vero?".

Come usa da queste parti, il controllore è garbato ma usa le parole con parsimonia. Registrata la mia ignoranza in materia di buchi, precisa: "Per andare da Verona a Milano con bicicletta al seguito la mattina c'è un solo treno, quello delle 6 e 54. Poi niente fino a mezzogiorno: c'è il buco".

Lancio una maledizione silenziosa contro Trenitalia che non perde mai l'occasione per sostituire i vecchi regionali con degli inutili Freccia Bianca.

Ho due zaini, il casco, una bicicletta e una naturale repulsione per le sale d'attesa. Tanto vale approfittarne per ripassare la topografia locale.

L'autoscatto è orrendo. La città è sempre stupenda.

domenica 9 ottobre 2011

Milano, ore 18

Ciao Enrico*, qui c'è un enorme Vrooom!
Fine di una fantastica domenica senz'auto.


km pedalati negli ultimi 63 giorni:3.251,340

km corsi negli ultimi 6 mesi:0.000,000
km corsi negli ultimi 12 mesi:1.0**,***

sabato 8 ottobre 2011

Convergenze

Ciao Enrico*, l'immagine del giorno è una boccetta di profumo che si chiama De Sade
121 kilometri senza mai fermarsi, bere o mangiare. La mia idea di sport comincia a somigliare pericolosamente alla definizione di divertimento secondo il Divin Marchese.
Non ho saputo resistere alla tentazione di mettere questa boccetta vista tempo fa su Designer|blog.


km pedalati negli ultimi 62 giorni:3.221,640

km corsi negli ultimi 6 mesi:0.000,000
km corsi negli ultimi 12 mesi:1.0**,***

sabato 1 ottobre 2011

Rebus (4, 5, 8)

Enrico*, è un rebus: non posso darti l'aiutino!
Enrico*, è un rebus: non posso darti l'aiutino!
Enrico*, è un rebus: non posso darti l'aiutino!
Sono parecchio orgoglione della terza. La soluzione qui sotto.


km pedalati negli ultimi 55 giorni:2.915,030

km corsi negli ultimi 6 mesi:0.000,000
km corsi negli ultimi 12 mesi:1.0**,***

domenica 11 aprile 2010

MilanoCityMarathon 2010

In questo momento ci sono 10 gradi, il vento è moderato e l'umidità raggiunge il 79%. Le previsioni del tempo annunciano nubi sparse, temperatura in salita solo di qualche grado e vento contrario per i primi 15 kilometri. Poteva andare peggio.

Visualizzazione ingrandita della mappa

giovedì 8 aprile 2010

Tendenze moda

La Capitale della Moda ha deciso. Il giallo limone sarà il colore delle corse per tutto il 2010. Fresco e agrumato, raffinato ma informale, vivace e rinvigorente. Ideale per sudare, si abbina perfettamente al vostro integratore salino preferito.

Per la cronaca: la maglia della Stramilano ha tre strisce turchesi sulle spalle, quella della MilanoCityMarathon no.

Quando si dice la creatività...

twr261-21 12.760 (61 min)Visualizzazione ingrandita della mappa

domenica 20 settembre 2009

Mezza di Monza 2009 - Un cretino in pole position

Grazie per la fiducia. Dopo un mese sono finalmente riuscito a scrivere questo post. Con gli sms del cellulare. 140 caratteri per volta, come su Twitter. No, dico, vi rendete conto? Io che uso il cellulare, praticamente uno dei sette segni che anticipano l'arrivo dell'Armageddon...
km -05,0Cominciamo bene. Maxi ingorgo dalla statale 36 in poi. 8 semafori in 90 minuti. La gente si spoglia in macchina. Rischiamo di non arrivare.
km -01,5Scendo e proseguo a piedi. Partenza rinviata di 15 minuti. Giusto il tempo di consegnare la borsa e fare il riscaldamento.
km -00,1Spettacolo: ho attraversato un box di formula1. Delusione: la tribuna esterna è un enorme ponteggio di tubi innocenti.
km 00,0Beep. Semaforo rosso. Beep. Semaforo giallo. Beep. Semaforo verde. Colpo di pistola. Bang. Il semaforo si spegne. Partiti!
km 00,0Almeno mille cretini fanno Broom e cominciano a correre. Essendo molto cretino, faccio Brooooom pure io.
km 00,2Incredibile: la pista è larga come la Salerno-Reggio Calabria. E non c'è nemmeno la corsia d'emergenza (come sulla Salerno-Reggio Calabria).
km 00,6Consiglio degli esperti: la traiettoria più corta è sempre all'interno della pista.
km 00,8Variante del rettifilo. Curva a destra. Un bastardo mi spinge sull'erba. Ritorno in pista e piego a sinistra. Ora lo uccido.
km 01,0Concerto di cronometri, Nike+ e navigatori satellitari. Mancano solo i dati della telemetria in sovrimpressione. 4'20": partenza bruciante.
km 01,2Curva di Biassono, praticamente tutta sul cordolo. Il cordolo è pieno di tombini per eliminare l'acqua. Voi lo sapevate? Io no.
km 01,9Variante della Roggia. Gruppo ancora compatto. Vie di fuga piene di ghiaia a destra e sinistra.
km 02,2Curva di Lesmo. Un pezzo di storia e manco me ne accorgo. Finisce il tratto all'ombra.
km 03,0Curva del Serraglio. Di nuovo nel bosco. Ci sono tribune piccole piccole e vialetti che in tivù non si vedono mai.
km 03,5Dimenticavo: da tre chilometri e mezzo sono incollato al sedere di QuelloFigo. Se frena all'improvviso combiniamo un guaio.
km 03,6Beh, perché non frena?
km 03,7Variante Ascari. Il compagno di squadra di QuelloFigo decide di alzare il ritmo e se ne va. Ne approfitto e mi infilo al suo fianco.
km 04,0Se un ragazzo carino ti saluta e comincia a parlarti, non importa a che velocità stai andando, tu sorridi e rispondi, no?
km 04,4Il ragazzo è un fine conversatore.
km 04,9Dopo mezza Parabolica, improvvisa curva a 90 gradi e uscita dal circuito. Le caviglie mandano calorosi insulti a chi ha tracciato il percorso.
km 05,0La sciura del rifornimento pensa di gestire un happy hour: ha i bicchieri vuoti sul tavolo e mi chiede Che ti posso offrire?.
km 05,1Disperazione: niente integratori. M'è toccata l'acqua di quelli giovani fin da giovani. Sa di vecchio. Maledetta pubblicità.
km 05,2QuelloFigo non regge il ritmo. Au revoir, mon amour!
km 05,3Picchiata vertiginosa. Almeno 15 gradi di pendenza. Risalita altrettanto ripida. Comincia la selezione.
km 06,0Seconda discesa. 200 metri per passare sotto la curva sud con i piedi trascinati a valle dalla forza di gravità.
km 06,2Seconda salita. Gente veramente in affanno. Mi mangio anche il compagno di QuelloFigo. Meno male che questi sono tesserati!
km 06,4Siamo nel parco e c'è un sacco di gente che tifa, saluta e ci pedala accanto. In direzione contraria arriva anche la testa della corsa.
km 07,5Curva strettissima, piccolo rettilineo e nuova curva. La chiamano Mezza di Monza ma sarebbe meglio chiamarla Gimkana di Monza.
km 08,0Momento Survivor. Siamo in mezzo a un fitto bosco, su una stradina strettissima con un po' di fango per terra e pure in salita. Bellissimo.
km 09,0A parte il fatto che siamo alla curva numero 22, tutto bene. Ormai è da un po' che corro con le stesse persone.
km 09,7Una cosa che ignoravo sul Parco di Monza: ci sono ristoranti dalle cui cucine escono profumi celestiali. Datemi da mangiare!
km 09,9Vedo il punto ristoro poco più avanti.
km 10,0Non vedo più niente! Nella foga del momento mi sono versato negli occhi mezzo bicchiere di Powerade Mountain Glast. Dolore.
km 10,1Ingredienti base del Mountain Glast: acido citrico, citrato sodico e citrato tripotassico. Manca solo la candeggina. Cento metri con gli occhi chiusi.
km 10,3Da questo momento in poi non so più dove sono né in che direzione sto andando. Vabbè: basta seguire il fiume. Il fiume e la folla.
km 11,0I tapascioni lo fanno meglio.* Letto sulle spalle di uno dei miei compagni.
km 11,8Breve passaggio su un viale. Mi sembra di vedere Giorgio ma devo già buttarmi nella boscaglia.
km 12,5Momento machista – Parte I. Sono circondato da villici in fibrillazione per le chiappe di quella davanti a noi. QuelloFigo era meglio.
km 12,7Momento machista – Parte II. Superiamo la tipa e scattano gli apprezzamenti per un paio di bocce effettivamente meritevoli.
km 13,4Paesaggio romantico. Tra gli alberi si intravede la Villa Reale.
km 13,8Di nuovo sul viale. Noi in una direzione e chi ci precede in direzione opposta. Come da tradizione ci si saluta fra sconosciuti.
km 14,2Comincia un chilometro di rettilineo e una serie di dolori contemporanei a piedi, gambe, ginocchia, stomaco e milza.
km 14,3In preda a crisi mistica ripeto Un piede dopo l'altro. E tutti e due fino al traguardo. È roba da invasati ma funziona.
km 15,0Rifornimento perfetto. Che non sono mica così stupido da sbagliarli tutti, no?
km 15,8Potere del training autogeno: ho ripreso il controllo sul mio corpo.
km 16,0Mirabellino. e questa sarebbe una villa piccola?
km 16,2Ennesima curva a 90 gradi. Mi pare sia la numero 49. Prevedo tempi bassi. Inizia un'altra picchiata.
km 16,5Il tipo davanti a me sta schiumano. Letteralmente. Come i cavalli. Mai vista una cosa simile.
km 17,0Questa volta siamo noi la testa della corsa e incrociamo il serpentone che insegue. Qualcuno grida forza Capasso!
km 17,1Se non sapete chi è Capasso è perché siete persone equilibrate che non passano il tempo libero correndo.
km 17,6Curva a destra, dritti per 50 metri e poi inversione a U. Ma non c'era un altro modo per arrivare a 21 mila e 97 metri?
km 18,2Mirabello. siamo tornati sul viale che porta all'Autodromo. Ancora un quarto d'ora e sarà finita
km 18,7Camioncino con hot-dog e salamelle. Odoro... Adorooooo...
km 18,9Prima discesa per tornare in autodromo. È quella lunga, con in fondo il cartello dei 19 e la salita subito dopo.
km 19,7La picchiata finale fa ancora più male che all'andata. Una ragazza in bicicletta mi affianca e sorride. Zoccola!
km 20,1Puzza di gomma bruciata. Porsche e Ferrari driftano sui piazzali a destra e sinistra. So much Fast&Furious!
km 20,2Ultimo bicchiere di Powerade. Ultimo chilometro. Ce la posso fare.
km 20,3Uno schieramento di volontari ci accoglie sulla Parabolica. Il tifo è alle stelle.
km 20,4Broom, Broooommmm, Brooooommmmmm... Ma non finisce mai questa curva?
km 20,6Ecco il muretto, la pit-lane, le gradinate, il palazzo di vetro e cemento, la bandiera a scacchi. Ormai è fatta.
km 20,7Si comincia a parlare con i vicini. Ci si incita a vicenda. I complimenti si sprecano. Il traguardo è là.
km 21,0Dalle retrovie spunta una creatura mostruosa. Metà Fiorello ai tempi del Karaoke e metà capibara. Non lo voglio nella mia foto all'arrivo.
km 21,097Traguardo. 1:33:01. È record! (il mio, non quello del mondo). Mauro ti devo un chinotto (nel senso della bibita).
km 21,097Domande peregrine. Perché non c'è un ragazzo alto, biondo e con gli occhi azzurri che mi infila un chilometro di lingua in bocca?
km +00,1It, non ti fermare. Giro sui tacchi e salto sul muretto. Arriva QuelloFigo con due minuti e mezzo di ritardo. Tiè!
km +00,1It, non ti fermare. Attraverso il box e ritiro il pacco gara. Quelli dell'Asics si sono sforzati. La tshirt del mio salumaio è fatta meglio.
km +00,2It, non ti fermare. Recupero la borsa, vado al ristoro, artiglio biscotti, zollette di zucchero, fette di mela, arancio limone, dell'acqua.
km +00,4It, non ti fermare, esci dall'autodromo, infilati nel tunnel sotto la pista e continua a camminare. Sì, ce la posso fare.
km +01,5It, non ti fermare. Se mi allontano abbastanza in fretta sono salvo.
km +01,9It, non ti fermare. Sono fuori dal parco. Succhio un lecca lecca, ingoio due crostatine. Non mi prenderanno
km +02,6It non ti fermare, ormai sei sulla strada della Villa Reale, raggiungila e sarai salvo.
km +03,7It, scappa, sta arrivano una macchina scura. Le portiere si aprono. Vengo spinto dentro. Non ce l'ho fatta.
E così mi sono ritrovato per quattro settimane in un posto senza computer, internet, telefono, radio, giornali e televisioni. All'inizio è stato anche piacevole. Poi è diventato un incubo. Ringrazio chi mi ha fatto compagnia. Chi ho incontrato correndo su una strada di campagna. Chi mi ha portato a nuotare. E, ovviamente, chi una notte d'Ottobre mi ha trascinato in un albergo di superlusso con calciatori e modelle, gufi e sirene, ostriche, champagne e spermatozoi giganti. Ma di queste cose qui non si è potuto parlare e non se ne parlerà nemmeno in futuro.
* Tapascioni: superdilettanti masochisti della corsa su strada, che si prosciugano i muscoli e la mente per arrivare in fondo e prendersi la stessa medaglia che sarà messa al collo del vincitore [Paolo Garimberti]


Visualizzazione ingradita della mappa
Distanza:
21,097 km
Tempo:
1 33' 01''
Velocità media:
13,61 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.633,014
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.174,437

sabato 19 settembre 2009

Guerra psicologica

Toh, chi si rivede.
QuelloFigo! Lasciami indovinare, Monza?
Claro que sì!
Bene: adesso so chi è l'uomo da battere.
Oggi che fai?
Undici chilometri.
E poi?
Domani riposo. Sabato cinque. Tu?
Oggi ripetute. Domani un lento. Dopodomani riposo assoluto.
Mi sembri già lento adesso, scommettiamo che prima della fine ti riprendo?
Ti piacerebbe. Questa estate che hai fatto? Io una decina di gare, soprattutto diecimila.
No, figurati, io niente. Cioè, giusto una mezza ogni settimana, come allenamento. E poi a Ferragosto centocinquanta chilometri in sette giorni.
'azz...
M'annoiavo. Com'è Monza?
Bellissima. Durissima. Una delle mie preferite. Però non ci ho mai fatto un gran tempo.
Ma non dovevi preparare Firenze?
Quest'autunno. È il mio obiettivo di stagione.
Io faccio Pavia.
Io pure.
Che fai? Mi segui? Non è più facile se una sera mi chiedi di uscire? Comunque, in mezzo alla tundra, a metà novembre, mi sa che finiremo ibernati.
L'anno scorso a New York c'erano i pinguini.
Sei stato a New York?
Già. E anche a Londra.
E magari hai fatto pure del turismo sessuale a Bangkok...
No, quello non mi interessa.
Ehi, voi! Monica, ChezPaolo, Wonderwoman, venite a fare un po' di conversazione che il bellimbusto qui accanto pare in affanno. Ecco, così, bravi: spariamo un po' di cazzate, facciamogli vedere chi ha fiato e chi no. Grazie della compagnia. Ci vediamo. Stavamo dicendo?
Pant... Pant...
Devo chiamare un'ambulanza?
Cretino, sto facendo uno scatto a diciassette.
Aspetta, ora salgo a quattordici.
Io scendo a dieci. Quanto pensi di metterci?
Non lo so. Mi sono iscritto all'ultimo minuto. Domenica scorsa sono arrivato fino all'autodromo in scioltezza. Diciamo che sotto uno e quarantacinque va bene tutto.
Le previsioni dicono pioggia.
Non è vero: ho controllato un'ora fa. Se piove mi metto a piangere.
Fidati. Pioverà.
Maledetto. Perché vuoi che pianga? Guarda: sono a quindici.
Io a diciassette.
E ora anche io.
Uh, che paura.
Wendy, posso volare!
Dai, andiamo a farci la doccia che siamo sudati come due antilopi.
Visto che ti ho ripreso?
Tanto domenica mangerai la mia polvere.
Oggi però ho vinto io.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
5,550 km
Tempo:
27' 00''
Velocità media:
12,33 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.611,917
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.180,484

domenica 13 settembre 2009

Ci vuole il fisico

Ho deciso: se lo fa lui, allora ci provo anch'io. Tra nove ore Fisico scende in pista a Monza, praticamente senza speranza, partendo dal fondo e su una monoposto che ha guidato solo due volte. Biassono, Lesmo, Ascari e parabolica: 306 chilometri in poco più di un'ora e venti.

Stessa pista, stesso asfalto, stesse curve. A sette giorni da oggi, praticamente senza speranza e con solo sette giorni di allenamento nelle gambe, mi butto pure io. Mezza di Monza: 21 chilometri e 97 metri nel minor tempo possibile. Non importa quale.

Da oggi in poi sarà riposo, scarico e overdose di carboidrati. Vado a sgranchire le gambe. Buona domenica a tutti.
Update delle 10 La mattina del Gran Premio a Monza si respira un'aria speciale. I tifosi escono dagli alberghi. I bar sono pieni di gente. Ci sono vigili dappertutto, poliziotti, bersaglieri con le piume sul cappello. Ci sono ciclisti a frotte e padri con i bimbi sulle spalle. Pullman che arrivano all'alba ed elicotteri di tutti i colori. C'è il profumo del pane appena sfornato e ci sono macchine in mostra nell'isola pedonale. C'è chi corre e saluta e chi varca tranquillo i cancelli del Parco. Ci sono bandiere e cartelli, Porsche, Lotus e Ferrari. Tra un po' ci sarai, anche tu, FraStellino, nella tua tribuna vip con caviale e champagne. Io ti guarderò in tivù. Divertiti. Ci vediamo più tardi.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
28,400 km
Tempo:
2 21' 00''
Velocità media:
12,09 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.650,845
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.176,110

giovedì 10 settembre 2009

Mountain Bike batte Formula1

Questo pomeriggio ho superato la Red Bull di Webber. Non una ma due volte. E poi l'ho pure toccata. Adesso qualcuno mi spiega cosa ci faceva la numero 14 su un carro attrezzi in via Porpora? A Monza avevano finito i meccanici o Mark ha preteso che gliela portassero in albergo? In effetti... come fai a dir di no a uno come Mark?

sabato 5 settembre 2009

h1n1

Da ventiquattro ore a questa parte, il titolare del presente blog è vittima di un raffreddore pernicioso e devastante. Da questa mattina indossa la sua felpa preferita, beve tazze di cioccolata calda e non osa aprire le finestre del suo loculo in affitto all'inizio della banlieue. Questa sera si è fatto i grattini col dado e un petto di pollo alla piastra. Una persona normale avrebbe già ingoiato un'aspirina e sconfitto il nemico invisibile, lui invece medita l'acquisto di un purè in scatola. Qualcuno, invano, ha cercato di spiegargli che il cibo da ospedale non costituisce un presidio medico. Domani mattina si alzerà prima dell'alba e andrà a correre oppure in palestra perché -come dice lui- basta una bella sudata e passa tutto. Se in futuro non avrete più sue notizie, sappiate che vi ha voluto bene.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
25,420 km
Tempo:
2 02' 00''
Velocità media:
12,50 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.629,113
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.155,708

sabato 29 agosto 2009

Una domanda e un dubbio

Distrutto, dopo due ore di pesi, entro nello spogliatoio. Bellocomeilsole è subito dietro la porta, a torso nudo: pettorali perfetti, addome scolpito, braccia tornite e dita lunghe che giocano coi bottoni dei jeans ancora aperti. Io sorrido. Lui sorride, con quei suoi denti meravigliosi e gli occhi scintillanti. Nulla di strano, è solo buona educazione. Mi trascino fino all'armadietto, due locali più in là. Mi spoglio e ripiego tutto con cura. Ogni scusa è buona per riprendere fiato e poi ho il complesso della commessa per cui non importa se si tratta di un'arma batteriologica intrisa di sudore, se è fatto di stoffa allora devo per forza trasformarlo in un rettangolo facilmente impilabile. Infilo le mie cose nella borsa. Avvolgo il telo di spugna intorno ai fianchi. Prendo il bagnoschiuma. Chiudo il lucchetto. Mi giro. Ormai saranno passati più di cinque minuti. Inizio a ciabattare verso le docce e lo vedo arrivare. Cammina alla cieca, mentre si infila una Lacoste nera. Quando la testa sbuca fuori dal colletto siamo uno di fronte all'altro, vicinissimi. Lui mi guarda e indicando un lavandino domanda: "È potabile l'acqua?".
Non sono sicuro di aver capito bene. "Scusa?".
"È potabile l'acqua?" ripete.
"Sì, certo... cioè... credo... insomma: io l'ho sempre bevuta...".
"Ah, bene. Grazie".
Mi godo la doccia, l'acqua, il vapore, il profumo di borotalco, la sensazione di fresco. Riemergo bagnato e gocciolante e lo incontro per la terza volta. Il corridoio è stretto, il silenzio imbarazzante. Non sapendo cos'altro fare gli chiedo "Era buona l'acqua?".
"Buonissima -risponde lui- mai provato di meglio".
E qui mi sorge il dubbio. Quelli belli come il sole, con la passione per l'intimo di Calvin Klein e le calze della Gallo, sono anche così idioti da pensare sul serio che in una palestra con bar, piscina e fontanelle in ogni angolo ci sia un impianto di acqua velenosa che fornisce solo lo spogliatoio maschile? Oppure abbiamo trovato uno così imbranato che è persino più imbranato del sottoscritto? Oppure sono io che, vittima della la disidratazione e gli effluvi del bagnoschiuma, mi sono immaginato secondi fini che non c'erano né mai ci saranno?


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
26,040 km
Tempo:
2 07' 00''
Velocità media:
12,30 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.612,345
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.134,718

domenica 2 agosto 2009

Tutto Lost in un post

La giornata è cominciata male e proseguita peggio così ho deciso di consolarmi sparandomi tutta la quinta stagione di Lost in un giorno solo. 17 puntate. 14 ore davanti allo schermo. Spero di riportare seri danni cerebrali e dimenticare tutto il resto. Grazie Fox! Segue il blogcast in diretta dal mio soggiorno.

5.01 – L’assenza e il vuoto.
Confesso di non aver visto per intero la quarta stagione però sono sicuro che a un certo punto qualcuno diceva “Dobbiamo spostare l’isola” e quella –boom- svaniva. Adesso si scopre che l’isola non si è mai spostata. Sono i suoi occupanti a farlo. Ma non di posto, bensì di tempo. Vedono un flash e si ritrovano nel futuro. Un altro flash e tornano indietro di mezzo secolo. Flash, flash, flash: chi ci capisce qualcosa è bravo. Nel frattempo, tre anni dopo essere tornati alla civiltà, Jack finalmente ricomincia a farsi la barba ed è pure in combutta con Ben. Hugo fugge con Sayid. I cattivi sparano sonniferi per elefanti. Qualcuno vuole portar via Aaron a Kate e Sun non è più la suorina cortese della prima stagione ma una dark lady che progetta omicidi in compagnia di Charles Widmore, il padre di Penny, quella che era partita alla ricerca di Desmond che –ma tu vedi le coincidenze- si sveglia al suo fianco e comincia a farneticare di Faraday che in sogno gli avrebbe detto di cercare la madre a Oxford. Come inizio non c’è male, incasinato quanto basta. Dimenticavo: per salvare l’isola è necessario convincere tutti a tornarci. Ma poi salvarla da cosa e perché?

5.02 – La grande menzogna
Tre anni prima. I naufraghi decidono di non raccontare la verità. Hugo è contrario ma si adegua. Tre anni dopo. Hugo va in giro con Sayid privo di sensi e riceve consigli per la fuga da una poliziotta di quelle che vedi solo negli addii al celibato. Piccolo particolare: la poliziotta è Ana Lucia ed è morta da un pezzo. Ben spiega a Jack che mancano sei ore (a che cosa?). Dopo l’ennesimo flash, gli abitanti dell’isola tornano sulla spiaggia e qui vengono sterminati da una pioggia di frecce infuocate. Locke, intanto, è in una bara a Los Angeles e contemporaneamente vaga da solo per la giungla. Charlotte, l’antropologa coi capelli rossi, comincia a perdere colpi, e pure un po’ di sangue dal naso. Faraday è sempre più preoccupato e c’è una tipa incappucciata che si aggira in una cripta atteggiandosi come Judi Dench ma sembra solo Debby Reynolds in versione ipertrofica. A dentir lei, hanno settanta ore per raggiungere l’isola (ma non erano sei?)

5.03 – La bomba
Nuovo salto temporale e ciò che resta del cast si ritrova nel 1954 (alla abc devono aver capito che non c’era motivo per pagare tutta quella gente che stava sempre in secondo piano a fingere di fare qualcosa: sei attori bastano e avanzano). Charlotte, Faraday e Miles (il cinese dei cattivi) vengono catturati dagli uomini di Richard Alpert (ma questo c’era già nel ’54? cos’è, un high-lander?). Juliet, Saywer e Locke hanno la meglio su un paio di uomini in divisa verde che si definiscono “Gli illuminati” e parlano in latino (azz, ci mancava solo Dan Brown…). Richard chiede a Faraday di disinnescare una bomba atomica lasciata dagli americani ma lui fa appena in tempo a dirgli di sotterrarla che… FLASH il campo scompare e si ritrova da solo in mezzo a una radura.

5.04 – Il piccolo principe
Flash. 2004. Locke vede la luce uscire dalla botola. Sawyer vede Kate che aiuta Claire a partorire. Flash. Futuro. Il campo è distrutto e ci sono delle canoe. Flash. 1988. Mai mettersi in barca se stai saltando attraverso il tempo: passi da una giornata serena al mare in tempesta. Anche Miles comincia a perdere sangue dal naso. Tuoni. Pioggia. Fulmini e saette. C’è un naufrago che galleggia su una porta in mezzo alle onde. Kate Winslet alla fine di Titanic? Meglio: Jin, il marito di Sun, quello saltato in aria insieme a Michael (qualcuno sa dirmi cosa è capitato a Michael?). Viene avvistato dagli amici della Rousseau che non sono ancora impazziti. A Los Angeles, con una serie di intrighi che nemmeno Keyser Soze, Ben rimette insieme quattro dei sei supersttiti del volo 815 ma Kate e Sayid lo mandano a quel paese per cui non se ne fa niente, io ho un calo di zuccheri e inizio a sbocconcellare crostatine al cioccolato.

5.05 – Questo posto è la morte
Siamo ancora nel 1988. Jin parla come il cameriere del ristorante coreano vicino casa mia. I francesi sentono i numeri alla radio e decidono di raggiungere l’antenna (i numeri sono 4, 8, 15, 16, 23, 42: segnateveli, magari escono alla prossima estrazione del superenalotto). Solo che mentre vanno in giro per l’isola arriva il Mostro di Fumo che inizia a smembrare tutti quelli che gli capitano a tiro (ci mancava solo il mostro che poi non ho mai capito se sia un mostro vero o una qualche macchina programmata per la carneficina e, comunque, ho sempre pensato che fosse la cosa più stupida di tutta la serie). Un altro flash e Jin si ritrova un po’ più avanti nel tempo. I francesi sono ormai infetti e la Rosseau spara a Robert, il suo fidanzato (quello da cui aspetta una bambina che verrà poi rapita da Ben e cresciuta come se fosse sua figlia e poi lasciata uccidere perché in confronto a Lost le tragedie greche devono sembrare per forza una puntata dei teletubbies). Flash (già, un altro). Finalmente Jin incontra Sawyer, Juliet, Locke, Miles, Daniel e Charlotte e speriamo che si tengano tutti per mano che io non ce la posso fare a seguire tutti questi salti temporali se ognuno va pure per la sua strada. La rossa sta sempre peggio e sembra che ci sia un’epidemia di epistassi ma Locke se ne sbatte e vuole tornare all’Orchidea perché se tutto è cominciato lì allora è lì che deve finire. Magia: Charlotte si ricorda di saper parlare in coreano e pure di essere cresciuta sull’isola e di aver incontrato Faraday quando era una bambina e che lui le aveva detto di andarsene e non tornare mai più. Poi muore, ma questo non significa che non la rivedremo in chissà quanti flashback, flashforward e nei deliri di Hugo. Un altro flash. Locke finisce sotto terra (ma non vi avevo detto di tenervi per mano?!?) dove arriva Christian, il defunto padre di Jack che gli dice di girare la ruota, andare da Eloise Hawking a Los Angeles e riportare tutti indietro. Nel presente succede un po’ di roba ma chissenefrega. Datemi il bottiglione di Coca che ho sete.

5.06 – 316
Ho un Déjà vu: Jack col vestito buono che si sveglia in mezzo alla foresta. Siamo tornati al primo episodio? 46 ore prima. Eloise Hawking è la Debby Reynolds grassoccia ed è pure la madre di Faraday. Nella cripta c’è un enorme pendolo che segna la posizione dell’isola che non è mai ferma ma si sposta continuamente nel tempo e nello spazio per cui non bisogna cercarla dove si trova ma dove si troverà. In questo caso, basta salire sul volo Ajira 316 da Los Angeles a Guam e ricreare esattamente le condizioni della volta prima. I sei a bordo, un cadavere nella stiva e casse cariche di sfiga. Sai che ci vuole… Evidentemente poco perché due scene dopo sono tutti a bordo dell’aereo. Hugo con una chitarra (quella di Charlie?), Sayid ammanettato a una tipa esotica, Kate senza Aaron, Sun in tenuta da lavoro, Jack col vestito da funerale e Locke nella bara. Ben si imbarca all’ultimo minuto con la faccia tumefatta e il pilota che augura buon viaggio è Frank Lapidus (ovvero colui che doveva pilotare l’Oceanic 815 la prima volta). Ovviamente gli sceneggiatori non spiegano come mai tutti abbiano deciso di salire e io non vi spiegherò come sono riuscito a ingoiare 10 crostatine in meno di due ore.

5.07 - Vita e morte di Jeremy Bentham
Locke gira la ruota e vince un viaggio di sola andata per il deserto della Tunisia dove viene recuperato dagli uomini di Widmore. Nessuno dei fantastici sei vuole tornare sull’isola (ovviamente siamo in flashback rispetto alla puntata precedente) e il nostro pelato, mercenario mancato barra ex paraplegico decide di suicidarsi (allora il suo è un vizio!). Arriva Ben che lo fa desistere. Poi però ci ripensa e lo strangola con le sue mani. Così Locke finisce in una cassa da morto. La cassa viene imbarcata su un aereo. L’aereo precipita sull’isola e come Lazzaro Locke si alza e cammina. Forse non è la puntata migliore della stagione oppure sono io un po’ stanco

5.08 – LaFleur
Flash. Di nuovo Sawyer e compagni. Flash. In riva al mare c’è un’enorme statua di pietra. Sembra il temila avanti Cristo. Flash. Nessuno ha più nausea, vertigini o mal di testa. L’isola ha smesso di saltare da un epoca all’altra (era ora!). Siamo negli anni 70. Ricompare Richard Alpert che adesso è a capo degli Ostili (quelli che prima venivano chiamati “illuminati” e che noi abbiamo conosciuto come “gli altri”). Dopo 30 anni non ha nemmeno una ruga per cui prevedo che sarà il prossimo testimonial della nota marca “perché io valgo”. Faraday teorizza che “Non importa cosa facciamo. Quello che è successo è successo”. Sawyer salva la brunetta di 24 e dice di chiamarsi LaFleur. Tre anni più tardi lo ritroviamo a capo della sicurezza del progetto Dharma (perché anche un truffatore può cambiare vita). Juliet ripara motori e mette al mondo bambini. Jin parla in inglese meglio della Regina Elisabetta e continua a cercare Locke ma trova solo Hurley, Kate e Jake che sono tornati sull’isola e pure indietro nel tempo. Secondo me Jack sta pensando di saltare addosso a Kate. In frigo dovrei avere dell’aranciata e una mezza quiche. Alla faccia dell’acidità di stomaco.
5.09 – Namaste
A quanto pare, per entrare in questo segretissimo progetto Dharma basta saper dire “namaste”. Anche Jack, Kate e Hugo ricevono il loro bravi pigiamini mentre quello sfigato di Sayid viene scambiato per un Ostile e schiaffato in prigione. Gli sceneggiatori ce l’hanno con me. E’ da sette ore che mi tocca vedere Sawyer con la pancetta (ridatemi il figaccione dello spot Davidoff) e adesso fa pure l’intellettuale snob che legge un libro ogni sera e tuba con Juliet (Ma come, bel tenebroso? Mi dimentichi Kate, l’amore della tua vita, per questa bionda sciapa?). Nel presente (che suppongo sia tre anni dopo il giro di ruota ma non sono sicuro) Sun e Frank raggiungono il villaggio degli Altri dove li aspetta Christian, il sempre defunto ma iperattivo padre di Jack, secondo cui dovranno fare un lungo viaggio. Scommettiamo che li manda indientro nel tempo?

5.10 – Lui è il nostro te
Piccoli mostri crescono. In flashback si vede Sayid da piccolo a Tikrit. Passatempo preferito: ammazzare animali, perché certi talenti bisogna coltivarli fin da bambini. Nel 1977 un piccolo Ben in versione Harry Potter con gli occhiali e la frangetta porta sandwich di contrabbando al prigioniero mentre studia per diventare Lord Voldmort. “Il nostro te” è un fricchettone del Dharma che ha la faccia da impiegato del catasto e si diverte a torturare il suo omologo iracheno. Vi risparmio cosa succede in mezzo e vi dico subito che Sayid è tornato sull’isola solo per sparare a Ben dodicenne così che non possa nuocere in futuro. Già, magari fosse possibile uccidere il diavolo…

5.11 – Quel che è stato è stato
Juliet si ricorda di essere un medico e cerca di salvare Ben. Kate gli dona pure il suo sangue. Ma io dico, brutte gatte morte fulminate che non siete altro, vi siete bevute il cervello? Questo è il pazzo psicopatico che ha provato a uccidervi un milione di volte e voi decidete di fare le crocerossine senza macchia che per carità è un bambino e bisogna risparmiargli la vita? Come avete detto? Se lui muore adesso poi non sapete cosa fare per tutta la sesta stagione? Avete ragione. Ma dovevate proprio affidarlo agli altri perché lo portassero nel sacro tempio di Gardaland per essere curato da una forza misteriosa che cancella la memoria e distrugge l’innocenza? Inizio a essere un po’ stanco. Qui ci vuole ghiaccio, latte e nescafè.

5.12 – Ciò che è morto è morto.
Se gli autori continuano a fare titoli come questo propongo di cambiare il nome della serie da “Lost” a “tautologia”. 1977. Ben è guarito. (continua)

Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
19,220 km
Tempo:
1 38' 00''
Velocità media:
11,77 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.607,124
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.066,319

sabato 25 luglio 2009

Ma chi m' 'o ffa fà?

Ma chi me lo fa fare di alzarmi a un'ora impossibile per trangugiare corn-flakes e ammazzarmi di fatica su strade che nemmeno conosco? Lei, la vocina nazista della Nokia (per giunta con la vibrazione).



Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
23,570 km
Tempo:
1 55' 00''
Velocità media:
12,30 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.623,888
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.052,592

domenica 19 luglio 2009

q&a

Ho una domanda per voi che siete personcine di mondo. Voi, uomini e donne con un'intensa vita sociale. Voi che una serata a casa non riuscite nemmeno a concepirla. Proprio voi, paladini dell'happy hour e conoscitori di ogni locale da Corso Como fino a Midtown. Voi che non andate mai a ballare prima dell'una, che sapete dove trovare cappuccio&brioche prima dell'alba e non vi perdete mai un evento, nemmeno quello più insignificante. Voi, che sembrate usciti da un telefilm americano pieno di fighi e strappone, col vostro sorriso a trentamila denti, i capelli sempre in ordine e la camicia perfettamente stirata. Ma come cavolo ci riuscite? Io nell'ultima settimana sono stato alla cena per il compleanno di mia madre, ho fatto aerobica con Nostra Signora dei Ghei, visto l'ultimo film del maghetto, passato una serata il quel famoso teatro-soffitta che va per la maggiore, pedalato da Milano a Monza con Super e ilFrastellino, ingurgitato gelati e frappè da Grom, assistito a un improbabile live di rock demenziale e dormito al massimo cinque ore per notte. E adesso eccomi qua, ridotto peggio di una larva che quando stamattina ho sentito la sveglia mi sono detto che no, non importa quanta palestra e quanta corsa mi faccio tutte le settimane, io non avrò mai il vostro fisico e la vostra determinazione.

Se nei prossimi giorni qualcuno mi propone di uscire giuro che faccio una strage.
RUNNING DIARY Inaugurato il tunnel di Porta Nuova: secondo il rilevatore di velocità andavo tra 14 e 15 all'ora (sono cose...)

Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
21,010 km
Tempo:
1 38' 00''
Velocità media:
12,86 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.634,727
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.034,668

domenica 12 luglio 2009

Sapessi come è strano pagare l'affitto a Milano...

Il posto (non chiamiamolo casa, che la casa per me è un luogo di affetti e non quattro mura con un letto e qualche armadio) surclassa tutto ciò che ho visto finora. L'agente è una signora bionda dalla voce petulante. Un architetto. Lavora per un'agenzia del centro, una di quelle che trattano solo immobili di un certo pregio e -soprattutto- di un certo prezzo. Questo non rientra nei loro standard, è semiperiferico e ha un costo abbordabile, ma se ne occupano lo stesso perché la padrona è una loro cliente che pare possegga mezza Milano. L'agente mi assicura che è tutto in regola: contratto registrato, impianti a norma, niente in nero. Le condizioni sono chiare: tot di affitto, tot di spese e 15% di commissione sul canone del primo anno. Nient'altro perché -cito testualmente- è un affitto, mica chiediamo il pizzo. Firmo il preliminare: è tutto nero su bianco, proprio come ci siamo detti. Passa qualche giorno. Mercoledì prossimo firmerò il contratto. Nel frattempo, le cose sono un po' cambiate. Alla commissione bisogna aggiungere l'IVA, quindi il totale è pari al 18% (praticamente due mesi di affitto). Per ragioni fiscali il contratto viene registrato a un prezzo inferiore che risulterà come canone ufficiale per la locazione, il resto (più di un terzo) andrà sotto la voce "affitto del mobilio". Dopo aver aperto un libretto al portatore su cui ho versato la cauzione, (quella concordata in origine) sono dovuto tornare in banca e prelevare una parte dei soldi (quella relativa al mobilio) che poi dovrò consegnare in contanti. Per la stessa ragione, pagherò una parte dell'anticipo (tre mesi) con un assegno e il resto con un rotolo di banconote di piccolo taglio non segnate e con numeri non consecutivi. Sempre per la stessa ragione, in futuro non farò un semplice bonifico ogni tre mesi così come ci eravamo accordati, ma verserò la parte relativa al mobilio direttamente nelle mani della signora che amministra gli immobili della proprietaria. Per le spese non mi è stato detto niente, ma credo valga la medesima regola. Dimenticavo: bisogna aggiungere 79,62 euro per la registrazione e 75 + 75 (dire 150 sembrava inopportuno) come spese pulizia che mi verranno restituite se e solo se me ne andrò lasciando tutto lindo come uno specchio. Morale: la spesa mensile non cambia, ho un libretto di risparmio, varie mazzette di denaro e qualche assegno pronto da compilare, il primo anno pagherò 427 euro più del previsto (chiamiamola tassa sulla luna di miele) e fin qui vabbè, ci posso anche stare. La cosa che davvero mi turba è il modo in cui queste cose mi sono state dette: una per volta, un giorno dopo l'altro, dopo aver rifiutato una fideiussione bancaria e preteso un garante perché non sembravo abbastanza affidabile. Il tutto avendo a che fare con persone apparentemente molto rispettabili. Ma ho il sospetto che le cose non sarebbero andate molto diversamente con altre agenzie e con altri proprietari. Almeno il posto (non chiamiamolo casa) non è male.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
31,580 km
Tempo:
2 35' 00''
Velocità media:
12,22 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.645,907
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.017,729

venerdì 10 luglio 2009

Niente panico!

Mia madre mi ha appena invitato al ristorante. Io e lei. Da soli. A cena. Stasera. In un luogo pubblico... E' da manuale: ha deciso di lasciarmi. Mi porta fuori così non posso fare scenate.


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
24,99 km
Tempo:
2 10' 00''
Velocità media:
11,53 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.614,327
km corsi negli ultimi 12 mesi:
3.000,582

sabato 27 giugno 2009

Tutti al mare!

Lasciate a casa i tacchi a spillo e mettevi delle scarpe comode: ci aspettano le montagne russe con gran finale sul taboga di Via Serra. Prevedo ingorghi umani all'angolo di Via Roma e non oso immaginare cosa succederà nel tratto in galleria. Sarà divertente.
RUNNING DIARY Avvistamenti mattutini: dopo ChezPaolo e la Presidentessa, questa mattina ho incrociato anche Loriana (con l'articolo). Il popolo degli insonni continua a crescere!


Visualizzazione ingrandita della mappa
Distanza:
21,330 km
Tempo:
1 45' 00''
Velocità media:
12,19 km/h

km corsi negli ultimi 6 mesi:
1.633,612
km corsi negli ultimi 12 mesi:
2.961,990


Visualizzazione ingrandita della mappa

mercoledì 1 aprile 2009

O la borsa o la vita

Milano. Ore 10. Piazza Duomo. La gioiosa macchina da guerra entra finalmente in azione. Comincia il rito della consegna pettorali. Venti persone in fila, un computer che non funziona e la stampante non collegata. Ottima partenza.

Solito campionario di varia umanità: dalla mamma col passeggino al manager col blackberry incorporato, dallo studente universitario alla signora in tailleur. Ormai ho rinunciato a tracciare l'identikit del corridore-medio. Il corridore-medio non esiste. È una creatura mitologica, uno scherzo della natura, una chimera. L'unica cosa che ti rende simile agli altri è il fatto di correre e che oggi hai un solo pensiero per la testa: la borsa. Non quella di Piazza Affari. E nemmeno la Kelly di coccodrillo o la Fendi Doctor Hobo. Oggi, l'unica borsa sui cui vuoi mettere le mani è quell'orrenda cosa in tela sintetica che farà di te un vero atleta.

Dopo qualche incertezza, il sistema comincia a funzionare. I volontari stanno ancora dormendo e sei tu a dovergli spiegare che sì, devi firmare un paio di moduli e sì, devi per forza consegnare una copia del certificato medico e no, non ci pensi nemmeno ad autorizzare il trattamento dei tuoi dati sensibili da parte degli sponsor altrimenti ti invieranno opuscoli inutili fino all'ultimo dei tuoi giorni. Alla fine, si decidono a consegnarti il bustone col chip e il pettorale.

Passaggio successivo: prova della maglietta. Capisco che con in miei 77 chili non ho proprio il fisico da maratoneta (Haile Gebrselassie ne pesa 61 mentre Martin Lel è uno scricciolo di 54) ma la Adidas poteva degnarsi di fare delle taglie umane. Infilo la L ed è subito chiaro che pure il tubino nero di mia sorella potrebbe starmi meglio. Mi rassegno quindi alla XL, la taglia degli obesi, che almeno mi va giusta di spalle ma, come direbbe Giorgia, "certo però... non c'hai il punto vita" (se non sapete chi è Giorgia e non avete colto la citazione allora siete dei gheis indegni di questo blog oppure -a scelta- degli etero illetterati; forse qualcuno è entrambe le cose). Mi consola il fatto che si tratta di una maglietta bianca, di tessuto tecnico, con sopra solo il threestripes e il logo della corsa (però l'assenza di altri marchi è un ulteriore segnale di crisi e questo non dovrebbe consolarmi affatto).

Ultima tappa: la borsa. Eccola: brutta come sempre da trent'anni a questa parte. È da quando ero bambino che non riesco a spiegarmi perché gli zainetti della Stramilano siano sempre così spaventosi. Siamo o non siamo la capitale mondiale della moda? Dentro c'è abbastanza carta da farti sentire in colpa per la scomparsa delle foreste pluviali. I gadget sono mostruosi e sostanzialmente inutili. Quest'anno, il premio trash se l'aggiudica la gigantopenna a tracolla che fa le bolle di sapone. Un gentile omaggio di Melavì (perché certe volte non basta dire il peccato ma bisogna denunciare anche il peccatore). Purtroppo, ci spiegano, siete arrivati troppo presto, quindi mancano un paio di cose. Ad esempio, non c'è la sacca per depositare i vestiti e gli altri oggetti personali, dovreste ripassare più tardi e vi daremo anche il resto. Che bello! Proprio un'organizzazione coi baffi... Ci tornerò stasera.
OFF TOPIC Amo la la Chocolate di Moschino. Dannato bisogno d'affetto...

domenica 1 marzo 2009

Sei minuti (netti)

Ho scoperto un nuovo esercizio per rassodare i glutei: scalare grattacieli. Funziona meglio se il giorno prima non vi siete ammazzati di fatica correndo. L'anno prossimo mi iscrivo alla fidal così posso partecipare anche alla gara agonistica.


© itboy_76